TGIF #72

venerdì, gennaio 15th, 2016

Tempo.
Un’entità astratta, un’assenza incorporea che può far male più di altre mancanze fisiche.
Scivola via, non si blocca mai e come sa essere beffardo lui, nessuno.
Secondi minuti e ore che svaniscono o si accavallano ed è sempre la tua solita faccia perplessa a chiedersi: perché?

Perché devo rincorrerti, perché mi fai credere di essere sempre in ritardo?
Perché quando sono lì a ridere di gusto, circondata da quei volti che mi fanno stare bene, tu non mi dai tregua?
Perché tu, caro vecchio mio tempo, ti prendi gioco di me -anzi di noi-. E sei beffardo, oh sì che lo sei. Solo ieri ero da chi volevo essere e tutto è volato via, come in un battito di ciglia, mentre oggi sembri una goccia cinese che con il suo fastidioso rumore scandisce l-e-n-t-a-m-e-n-t-e questi attimi di ripresa.

Sai che ti dico? Che poco importa.
I ricordi hanno più forza di te. Sebbene tutto sia trascorso così tremendamente velocemente io, almeno, ho un ricordo e me lo tengo stretto. E gioco d’attacco. Con te bisogna fare così, mettere in conto che sei un avversario poco leale. E non sarai tu a caricarmi d’ansia, non sarai tu a decidere se io vinco o perdo. Prevedo sempre un piano B, sono io che comando.

Così ho imparato a godere dei pochi attimi, dei sorrisi fugaci che mi aspettano -sempre-, a pesare le parole e a non aver paura di scrivere buongiorno seguito da un ti voglio bene. Meglio dirle subito le cose che aspettare.Meglio l’intensità di un abbraccio, di un bacio, di un sguardo, che la durata. Meglio un momento carico di emozioni e fugace, che rituali che diventano routine privi di sostanza.
E se domani non sarò al fianco di chi vorrei essere saprò essere presente lo stesso e tu, caro tempo, non sarai qui a sottolineare la mia assenza. Ma sarò io a evidenziare come, in fin dei conti, chi ti apprezza riesce ad andare oltre.

(Pinterest)



Rose Quartz

martedì, gennaio 12th, 2016

È uno dei colori tendenza che il Sign.Pantone ha scelto per questo anno targato duemilasedici.
Quando qualche mese fa ho letto la notizia, subito ho ripensato a due fasi della mia vita.
La prima vede me piccola protagonista che sfoggia in maniera fiera vestiti e accessori di questo colore. E stiamo parlando di secoli fa.
La seconda, invece, vede me adolescente che storce il naso per qualsiasi cosa che avesse un piccola sfumatura di quello che chiamavo orrore-rosa.

Certo, dalla fase adolescenziale di calendari ne ho strappati e di candeline ne ho spente e attualmente posso dire di aver fatto decisamente pace con il rosa. Un armistizio -il mio- graduale e a piccole dosi seguendo il principio “no effetto confetto!”.
Dai maglioni, come l’ultimo acquistato alla Benetton, alle sneakers Nike e al maxi coat (che cerco disperatamente), tutto in versione rosa. Ma anche nell’arredamento -come avevo scritto in questo post-, insomma io un tocco di rosa lo cerco.
Una ricerca che ho fatto anche online e che ha generato un amore profuso per alcuni capi delle collezioni Resort 2016 che, con dovuta mestizia -perché ahimè sono tutti piccoli grandi sogni-, ho selezionato e conservato in una cartella del Mac.

Ecco i miei best five.

 

Samuji 

Quando sopra accennavo al cappotto che cerco, ecco io vorrei questo Zidon Coat. Peccato che alla lotteria non ho vinto nulla, neanche i cinquecento euro che mi servono per acquistarlo.

Escada 

Se qualcuno mi regalasse questo completo che adoro per le sue linee pulite e per questa sfumatura tenue ma decisa, allora sì che uscirei di casa in versione confetto. Se pretendo troppo, a questo link ci sono delle ballerine -sempre Escada Resort 2016- che non mi dispiacerebbero affatto.

Bottega Veneta

Rettifico quanto detto sopra, anche per questo completo potrei fare un’eccezione.

Elie Saab

Elie Saab è sempre Elie Saab, e io non potevo non iserirlo. Se volete deliziare i vostri occhi cliccate qui per l’intera collezione Resort, un capo più bello dell’altro.

Givenchy

E infine un tocco vintage: l’incantevole, e quasi eterea, Audrey Hepburn fotografata per Vogue da Norman Parkinson nel 1955.



TGIF #71

venerdì, gennaio 8th, 2016

Volevo azzerare il contatore.
Come se il nuovo anno potesse azzerare il passato.
Ma poi ho pensato che i nuovi inizi non implicano necessariamente un voler cancellare quanto avvenuto prima.
Anzi è proprio il detto-scritto-fatto in precedenza a essere il punto di partenza per proseguire.
E proprio quanto hai detto-scritto-fatto prima è lì a ricordarti come eri, cosa ti ha segnato, ferito, migliorato e reso felice anche solo per un istante. È un ricordo che non puoi e devi cancellare. Perché i ricordi, di qualunque forma e natura, sono il tuo passato.

Così non ho azzerato nulla.
Ho deciso che è meglio continuare.
E per una volta la decisione di voler proseguire mi ha dato uno strano senso di appagamento che quasi avevo dimenticato. Più che dimenticare avevo proprio messo da parte, come se non mi potesse appartenere e non potesse riguardarmi. E invece mi sbagliavo. Perché privarsi di qualcosa che ci rende felici? Mai privarsi di qualcosa. Lo metterò tra i miei buoni propositi, quelli pochi ma buoni che spero di mantenere. Di certo non come quello dell’acqua e limone di prima mattina o di comprare meno cioccolata, questi non lo rispetterò mai. Ma fare le cose che mi piacciono -piccole o grandi che siano- questo è la mia promessa personale per il nuovo anno.

Felice venerdì a chi pensa anche a se stesso

 



Duemilasedici

lunedì, gennaio 4th, 2016

Duemilasedici.
Trecentosessantasei -ormai trecentosessantatre- giorni tutti da inventare.

Duemilasedici.
Progetti.

Duemilasedici.
Promesse.

Duemilasedici.
Mete nuove -metaforiche e non- da raggiungere.

Duemilasedici.
Strade da percorrere.

Duemilasedici.
Incazzature.

Duemilasedici.
Sorrisi.

Duemilasedici.
Di me, te e tutti noi.

Duemilasedici.
Sharing.

Duemilasedici.
E quel che sarà lo scopriremo volta per volta.

 

 



In attesa del rosa che verrà

lunedì, dicembre 14th, 2015

Dicembre, e io mi sento con un piede già dentro il nuovo anno.
Sulla carta, quella del calendario, trentuno -che in questo momento in realtà diciotto- sono i giorni prima del nuovo inizio.
E quanto io ami gli inizi, e molto poco la fine, è cosa risaputa.

Sono giorni in cui mi piace prendere del tempo per pensare a questo nuovo grande inizio, un anno che sarà pieno di novità. Giorni in cui scelgo l’agenda per l’anno nuovo, preparo piccole wishlist e sopratutto scopro quali tendenze ci aspettano.
Sarà per la mia inclinazione nonché piacere nel pianificare, sarà che il sapere mi rende più sicura di me stessa, ma scoprire e prendere nota di ciò che andrà in voga nell’anno che verrà mi appaga -soprattutto quando la scoperta coincide con il mio gusto-.

Proprio come è successo curiosando su quale sarà uno dei colori della primavera 2016. Il Sign. Pantone ha decretato che uno di questi sarà il rosa quarzo. Piccola premessa d’obbligo: io sono pro rosa, in versione tenue, e a piccole dosi.
Mi piacciono gli accessori di questa tonalità, sia di moda che design – quelli che danno quel giusto piccolo tocco di femminilità – soprattutto nell’arredamento. Sbirciando le proposte che seguono questo trend, devo dire che Dalani rispecchia la mia idea. Le sue proposte declinano il rosa quarzo in carta da parati, in complementi d’arredo sparsi per casa, come un pouf in corda o una lampada con pois di questo tenue colore. Proposte semplici, senza strafare proprio come piace a me.
E vuoi vedere che l’anno prossimo il mio albero di natale sarà in versione rosa quarzo?

Perché io sì, che adoro portarmi sempre avanti e pensare già all’anno che verrà.

 

Rosa quarzo - I colori della primavera 2016 secondo Dalani

Rosa quarzo - I colori della primavera 2016 secondo Dalani

Rosa quarzo - I colori della primavera 2016 secondo Dalani(Special thanks to Dalani)

 



Primo dicembre

martedì, dicembre 1st, 2015

Primo dicembre: nuovo mese.
Un mese speciale.
Un mese fatto di piccoli rituali.
L’albero da addobbare con sottofondo musicale -inclusa l’ultima canzone di Radio Deejay che diventa il tuo nuovo irrinunciabile motivetto-, la cioccolata calda da bere rigorosamente nella tazza natalizia di Starbucks, la Yankee Candle al profumo di spezie, il piccolo spettacolo delle vetrine della Rinascente, la caccia al regalo perfetto e le corse contro il tempo e contro il freddo gelido che neanche lo sciarpone di Zara riesce a smorzare. E poi la pubblicità della Bauli -che senza di questa non è natale sul piccolo schermo- e una serie di film da vedere il fine settimana, dall’immancabile Mamma ho perso l’aereo a Love Actually e ancora Il Grinch e A Christmas Carol, tutti da vedere rigorosamente sotto il piumone sorseggiando la cioccolata di cui sopra.

Un mese di piccole gioie: il ritorno a casa tra mille sorrisi e abbracci che vorresti ricevere per tutti i trecentosessantasei giorni che verranno, il cenone al quale quest’anno arriverai dopo dodici ore di macchina e che non ti perderesti per nulla al mondo, gli sguardi che non hanno bisogno di parole, i bigliettini scritti con il cuore che collezioni da ormai dieci anni.

Un mese intenso, pieno di impegni -più o meno futili- da affrontare con un bel sorriso. Un mese senza quel falso buonismo natalizio, perché tanto lascia il tempo che trova. Meglio la realtà dei fatti e dei sentimenti, questa sì che fa vivere meglio.

Primo dicembre: niente più.

Call it magic, call it true
I call it magic, when Christmas comes true


(Pinterest)

 

 




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