TGIF #75

venerdì, luglio 8th, 2016

Non credo nel destino, ma alle coincidenze.
Quando le coincidenze si sommano, forse capisci che poi tanto coincidenze non sono.
Forse più che coincidenze è bene parlare di segnali.
Segnali, così evidenti, al pari di un muro sul quale devi sbatterci la testa e sentire il dolore. E il dolore fa parte della vita, e non è detto che possa solo fare male. Anzi. Più fa male e più diventa un dolore benefico, una sorta di dolore catartico.

Quindi sommi uno, sommi l’altro, e tiri le somme non prima però di aver preso la muraglia cinese in lungo e su tutta la fronte.

Tirata la linea, messo il confine, annotato il risultato.
Bene, e ora?
Ora il destino, quello di cui sopra, visto che esiste sotto forma di coincidenze è bene volgerlo a proprio favore.
Una sana applicazione della teoria del self-made manO del chi fa da sé fa per tre, per rendere meglio l’idea e non abusare di anglicismi che poi è un attimo essere annoverato tra gli extracomunitari.

Che se non pensi per prima a te stesso, la fine è dietro l’angolo. E non è un manifesto di egoismo, questo, ma la presa di coscienza che credere in se stessi e contare sulle proprie forze e raggiungere un obiettivo con questi presupposti, beh è tutt’altra storia.

E fare ciò che si vuole, sentire l’adrenalina in corpo mentre si cerca di raggiungere la meta, ingoiare lacrime e sfogarsi in una sana risata colma di soddisfazione, anche questa è tutt’altra storia.

Seguire i segnali e imboccare nuove strade, questa è la nuova storia.

 

 

 

 


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